Paola

Paola è una ragazza di 34 anni.
Una donna, in verità, anche perché la vita le ha fatto conoscere il suo lato più aspro fin da subito; ultima di 6 fratelli, il benvenuto della sua famiglia è stata la frase “ Non avremmo dovuto farti nascere” – e non la si può certo considerare una accoglienza festosa. Mi sembra incredibile che esistano mamme capaci di una così grande cattiveria, eppure ci sono, e lasciano che sia il mondo a crescere i loro figli. Così è stato anche per Paola, diventata grande un po’ in casa delle vicine, un po’ in quella delle maestre. Molte umiliazioni e pochissime carezze.

Mi ha raccontato di quando, da bambina, per scappare dalla famiglia che non le regalava neppure un sorriso, si rifugiava dagli animali in stalla, a da lì poi dritta a scuola, senza una doccia, senza un cambio di abiti; per questo motivo talvolta la rimandavano a casa, per un bagno che non avrebbe comunque mai fatto. Paola è intelligente, e finisce la scuola senza problemi, anche se poi non riesce a trovare gli stimoli sufficienti per proseguire. A 16 anni già lavora, a 20 si sposa e a 28 si separa. E qui incomincia il suo secondo calvario. L’azienda per la quale svolgeva lavori di custodia e pulizia uffici , in cambio del solo utilizzo dell’appartamento e del pagamento delle utenze, le da lo sfratto e in quindici giorni Paola deve trovare un nuovo luogo in cui vivere. Senza reddito, se non con la minima cifra della sua pensione di invalidità, Paola riesce a sistemarsi in una roulotte con i suoi amatissimi animali. Sono in 5: lei, una gatta, tre cani. Mi racconta di come sia difficile vivere in quello spazio ristretto, senza acqua corrente, senza servizi igienici e con le docce a 200 metri di distanza. Talvolta, poi, in inverno, chiudono l’acqua nella piazzola di sosta che occupa (e che paga con la sua pensione di invalidità). E’ una persona seria, Paola. E’ la sola persona che ha preso il suo macinino ed è partita da Parma, percorrendo le strade statali per evitare i pedaggi, lei e i suoi cagnolini, ed è venuta ad aiutarci nel trasloco. Tre giorni di lavoro sempre con il sorriso; mi ha detto che si sente parte di una grande famiglia, la nostra, e che le fa bene sapere che ci siamo per lei. Non sa che siamo noi i veri fortunati, perché possiamo volerle bene e prenderla ad esempio quando le nostre piccole difficoltà ci sembrano notti buie ed imperscrutabili. Paola, ti prometto che ti troveremo una casa, perché non meriti un altro inverno al freddo.